Visitare Vejano: Vejano, un comune italiano della provincia di Viterbo, dista circa 40 km dal capoluogo. Situato lungo l’antica via Claudia, il borgo di Vejano sorge vicino ai fiumi Mignone e Crovino.

Come molti centri della provincia viterbese, l’origine è probabilmente etrusca: si pensa infatti che il nome derivi probabilmente dall’antica Veio, potente città sconfitta dai romani nel 396 a.C. e i cui abitanti, sopravvissuti alla sconfitta, si trasferirono fondando Vejano.

Visitare Vejano

A tutt’oggi, in zona Fontiloro, è ancora possibile visitare un imponente complesso residenziale, appartenente all’età d’oro della Roma imperiale, e una maestosa villa dotata di antichi impianti termali.

Visitare Vejano tra testimonianze Medioevali ed Etrusche

La forma urbanistica dell’attuale Vejano, però, ricalca le forme medievali, a testimonianza del passaggio, al governo della città, di varie famiglie nobili. Fino al 1872 il nome rimase, come detto, quello di Viano a intendere un “incrocio di 4 strade” ma, per non creare confusione con i centri vicini, venne trasformato, per regio decreto, nell’odierna Vejano.

Subito dopo il secondo conflitto mondiale, la cittadina venne insignita della medaglia al merito per la resistenza avuta durante uno dei violenti bombardamenti subiti, in cui morirono settantasette civili innocenti, con la quasi totale distruzione di tutto il centro abitato. Per questo motivo, da allora, Vejano viene distinta in due parti: la zona vecchia, composta dalle quattro vie in mattonato con selci, che circondano le mura del castello medievale e delle torri di difesa, e la parte nuova che si concentra intorno alla piazza.

Proprio il Castello è, a tutt’oggi visitabile e annoverato come una delle architetture militari più importanti del viterbese. Degne di interesse, inoltre, sono anche la Chiesa di Santa Maria Assunta, dall’aspetto settecentesco, nonostante le origini trecentesche e tra le architetture romaniche più rilevanti, la Cappella della Madonna del Rosario, attribuita, come molte opere della provincia, all’architetto Antonio da Sangallo e la Chiesa di Sant’Orsio, Santo Patrono di Vejano, festeggiato il 29 gennaio.

Come per il limitrofo comune di Ischia di Castro, nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Vejano passò dalla provincia di Roma a quella viterbese.

Vejano, però, non è solo arte e cultura ma anche tradizioni culturali ed enogastronomici: tra i comuni della Tuscia, infatti Vejano offre un ventaglio di scelte e percorsi che si diramano lunghe le antiche locande, le osterie, le classiche birrerie del centro ma anche gli accoglienti agriturismi, immersi nella campagna locale.

Visitare Vejano e assaggiarne la genuina gastronomia

E’ qui che è il visitatore può cogliere le virtù della cucina viterbese ricco di primi piatti come i classici “Lombrichelli”, di pasta acqua e farina, e le famose zuppe: pasta e fagioli, pasta e ceci, riso e lenticchie, ceci e castagne che utilizzano gli ingredienti tipici della Toscana, del Lazio e dei boschi umbri. L’ “Acquacotta”, un misto di cicoria, patate, pomodori, cipolla, mentuccia e peperoncino, con l’aggiunta di baccalà e uovo, e la “Sbroscia”, la classica zuppa di pesce, insaporita dai profumi dell’orto, diventano delle preziose rarità che, chiunque intenda visitare Vejano, non può assolutamente perdersi.

Un borgo, quindi, che tutti gli amanti della natura e dell’arte non possono non visitare ma che, allo stesso tempo, è pronto ad affascinare anche chi si accingerà a raggiungere, per la prima volta, il viterbese e la Tuscia.