Visitare Soriano nel Cimino: a 15 chilometri da Viterbo c’è Soriano nel Cimino, il più grande comune di tutto il comprensorio dei Monti Cimini. Sorge sopra una collina, a 509 m sul livello del mare, ed è alle pendici del Monte Cimino, la cima più elevata dell’omonimo gruppo montano.

La storia di Soriano risale addirittura a 4 o 500 anni prima di Cristo, infatti, Tito Livio ne narra memoria nel suo Urbe condita Historia. Verso la fine del III secolo d.C., sant’Eutizio evangelizzò le popolazioni della zona e nel 305, quando fu martirizzato da Diocleziano, venne sepolto in una catacomba nei pressi proprio di Soriano.

Soriano nel Cimino

In pieno medioevo, circa nel XIII secolo, i Guastapane, potente famiglia locale, si schierarono con i guelfi ed accolsero a Soriano Rosa da Viterbo, giovinetta esiliata dal capoluogo, insieme a tutta la sua famiglia, da Federico II. In seguito, i Guastapane-Pandolfo vengono accusati di eresia per cui perdono la baronia e, guarda caso, la stessa viene affidata ad Orso Orsini, nipote del Papa Niccolò III. E proprio questo Papa abitò nella rocca di Soriano dove vi morì nel 1280.

Soriano nel Cimino è legata alle vicende papali in maniera profonda, tanto che lo stesso sommo Dante ne parla facendo riferimento a Papa Niccolò III mettendolo, tra l’altro, all’inferno. Il castello di Soriano, ancora oggi visibile, domina il paese e fu dimora anche del Cardinale Rodrigo Borgia, altro casato addentellato con le famiglie papali.

Venendo a vicende più vicine, Soriano vede la comparsa delle truppe Garibaldine che prendono la città dopo una furente battaglia contro le quelle papaline. Dopo le vicissitudini risorgimentali, Soriano nel Cimino vede l’avvicendarsi di vari eserciti durante la seconda guerra mondiale dove, alla fine, viene abbandonata dalle truppe tedesche conseguentemente all’ingresso degli Alleati.

Il turista che arriva per la prima volta a Soriano ne rimane, in genere, affascinato dall’atmosfera di questa cittadina, la più popolosa della provincia di Viterbo, perché è un concentrato di storia e di architettura. Da non perdere la Chiesa romanica di San Giorgio, un eremo datato tra il X e l’XI secolo. Interessante anche la Chiesa di Sant’Eutizio e di San Nicola di Bari. Risalente al XII secolo è, invece, il Castello degli Orsini che nel ‘900 venne adibito a carcere, cosa che ne ha snaturato le origini e, in parte, danneggiato la struttura. Attualmente è stato ristrutturato e destinato a sito per esposizioni ed eventi.

Visitare Soriano nel cimino e la sua natura

Passando ad itinerari di genere diverso, durante una vacanza a Soriano nel Cimino non si può non effettuare una gita presso la faggeta del Monte Cimino. Questa boscaglia di circa 57 ettari è, probabilmente, la famosa “Selva oscura” a cui si riferisce Dante nel prologo della Divina Commedia. Certamente è la più imponente di tutto il centro Italia. Dalla cima di questo monte si domina tutta la valle del Tevere, i suoi borghi e si possono visitare i resti di parecchi tempietti dedicati a Giove Cimino, da qui il nome attuale.

L’evento principe di Soriano è la Sagra della Castagna, durante la quale si svolgono diverse manifestazioni. nel periodo di questi festeggiamenti la cittadina ritorna ad essere borgo medievale e si risuddivide in Rioni o Contrade. Tutto il paese si veste e si addobba come se il tempo si fosse fermato nel ‘400. Il Palio vede contrapporsi i cavalli e gli arcieri di ogni rione, i vincitori verranno poi festeggiati in piazza Vittorio Emanuele II al termine della manifestazione.

In queste giornate ogni contrada si mette in mostra e vengono proposti spettacoli, esibizioni folkloristiche e tradizionali. C’è, ad esempio, il Gruppo degli Spadaccini che si esibisce in combattimenti e sfide, oppure viene riproposto il salvataggio dal drago della Vergine da parte di San Giorgio.

Caratteristici ristorantini offrono, e non solo durante la sagra, piatti tipici e vendita di prodotti locali. Passare una vacanza a Soriano nel Cimino risulta essere rilassante e divertente nello stesso tempo. È una cittadina pregna di storia e capace di rapire la fantasia del turista riportandolo ai fasti di un medioevo che qui non è stato poi tanto scuro.