Visitare Ischia di Castro: Ischia di Castro, situato nella provincia di Viterbo, dista da quest’ultimo circa 38 km. Le origini risalgono all’età etrusca delle quali rimangono alcune testimonianze, ma si pensa che i primi insediamenti siano addirittura dell’età preistorica del Paleolitico e del Neolitico, di cui permangono alcuni ritrovamenti come asce di silice, punte di frecce e altri oggetti ritrovati nella così detta Grotta di Settecannelle.

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Durante il Medioevo, il borgo si estese, poi, sino a ridosso dell’antico Palazzo Ducale (la così detta “rocca”), visitabile ancora oggi, dove la famiglia Farnese edificò il suo palazzo: la città divenne, pertanto, Ducato di Castro e si trasformò seguendo una pianificazione urbanistica progettata e studiata dal giovane Antonio da Sangallo, famoso architetto dell’epoca.

Visitare Ischia di Castro e scoprirne storia e origini

Per via dei contrasti seguenti, tra la Chiesa e i Farnese, questi tennero Ischia di Castro fino al 1649 data in cui questa andò distrutta: ancora oggi, nel territorio comunale, è possibile visitare, infatti, le rovine dell’antica città rinascimentale.

Oltre alla rocca e a questi resti, di notevole rilevanza risultano anche il Duomo di Sant’Ermete Martire, che ha subito diverse trasformazioni, nel corso dei secoli, fino all’ultimo progetto, opera dell’architetto Prada di Viterbo, risalente al 1759, e la Madonella del Giglio, una cappella con la sacra rappresentazione dell’omonima Madonna del Giglio che allatta il bambino e tiene, con la mano sinistra, un giglio bianco.

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali e per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Ischia di Castro passò dalla provincia di Roma a quella, odierna, di Viterbo, di cui fa ancora parte.

Nonostante la grande rilevanza degli aspetti architettonici di Ischia di Castro, di non meno importanza sono le aree naturalistiche come l’Eremo di Poggio Conte, un affascinante percorso lungo le sponde del fiume Fiora che, conducendo ad una rupe costituita principalmente di arenaria e tufo, sgorga in una cascatella che fa da scenografia alla suggestiva chiesa rupestre, straordinario esempio dell’architettura cistercense.

L’eremo di Poggio Conte, ancora oggi visitabile, fu, infatti, luogo di culto e di residenza degli antichi monaci del medesimo ordine, desiderosi di vivere la propria fede in solitudine e in comunione religiosa con se stessi e la natura.

Un secondo eremo, quello di Chiusa del Vescovo, può essere visitato seguendo il fiume Olpeta: si tratta di un insediamento rupestre, ricavato dalla roccia e progettato per avere spazi di accoglienza e di residenza come la cucina, i servizi, gli alloggi, la dispensa ma anche una chiesa, al cui interno vi sono degli affreschi, di notevole pregio, raffiguranti S. Antonio Abate.

Visitare Ischia di Castro assaggiando buoni prodotti del territorio

Del territorio di Ischia di Castro, inoltre, vanno ricordate non solo le peculiarità geografiche, naturalistiche o storico-artistiche ma anche le tradizioni della cucina tipica viterbese. Nei tanti localini del centro ma anche in accoglienti agriturismi, immersi nelle campagne limitrofe, è possibile, infatti, assaggiare i prodotti tipici di Ischia di Castro come la così detta “Le maccarone co’ le noce” ovvero la tipica pasta fatta in casa con le noci, le mandorle e l’uvetta.

Non può mancare, tra i piatti da gustare, nemmeno il tipico “Torcigghione”, un dolce a base di mandorle che prende il nome dalla sua classica forma a spirale, spesso decorato come se fosse un serpente, e il cui impasto accoglie, come detto, i sapori della mandorla mista al gusto del limone grattugiato e del brandy.

Ischia di Castro, tra profumi, sapori, tradizioni e arte può essere annoverato, senza ombra di dubbio, tra i piccoli paradisi del nostro Paese, immerso in una natura ancora antica: un gioiello, quindi, che merita senz’altro di essere visitato.