Visitare Gradoli: parlare di Gradoli e non parlare dell’Aleatico è impossibile. Queste sono infatti le terre dove nasce questa delizia di vino, o divina, come meglio preferite. L’Aleatico di Gradoli DOC, l’Aleatico Liquoroso e la versione Riserva sono il fiore all’occhiello di questa cittadina. Ma non di solo vino vive Gradoli, anche di turismo, agricoltura e, ovviamente, enogastronomia.

Gradoli

La cultura, tra le altre cose, è rappresentata dal Palazzo Farnese, imponente fortezza progettata nel cinquecento dall’architetto Antonio da Sangallo il Giovane. Questa costruzione è stata voluta da Papa Paolo III, un Farnese DOC, come l’Aleatico. Ancora oggi il castello mantiene stanze sontuosamente affrescate e vede al suo interno il Museo del costume Farnesiano, dove sono esposti abiti rinascimentali, armi, utensili e suppellettili di quel periodo. Sempre nel castello c’è la sede del Centro Nazionale degli Studi sulla Famiglia Farnese.

Come altre cittadine o borghi della zona, anche Gradoli sorge sopra una cima tufacea ed è ubicata proprio nel cuore dei Monti Volsini. Poco distante si trova il Lago di Bolsena di cui gli appartengono 11 chilometri di spiagge. Tutto intorno al paese si estendono colline e vallate, per lo più coltivate ad ulivi e viti.

Il nome Gradoli lo si deve al fatto che quando fu costruito un castello sull’attuale “Pergola”, ci si poteva arrivare solo dopo aver percorso una lunghissima e ripida scala, che in latino di traduce con “gradus”, da qui Gradoli. Di quel castello oggi vi sono pochissime tracce, però è rimasto il nome. Una curiosità: il castello fu poi donato da Matilde di Canossa al Papato. Con il declino della Famiglia Farnese si ebbe anche la discesa di Gradoli che risentì soprattutto della distruzione e del saccheggio della vicina città di Castro, nel 1649.

Gustosi motivi per visitare Gradoli

Ai giorni nostri oltre che per il vino Aleatico, Gradoli è salito alla ribalta durante il rapimento di Aldo Moro, durante il quale alcuni personaggi politici, tra cui Romano Prodi, presero parte a una seduta spiritica durante la quale il famoso piattino che si muove fece uscire il nome di Gradoli. Lo spiritello dispettoso però non disse che era la Via di Roma e non la città che, dopo quell’uscita si vide indagata e assediata da Polizia e Carabinieri.

Di natura meno terrena ma ovviamente ugualmente interessante è da visitare la Chiesa di Santa Maria Maddalena, la quale viene citata in un documento del XII secolo. Distrutta nel XVIII secolo da un incendio viene ricostruita nei primi del settecento con uno stile più barocco. All’interno sono visibili degli affreschi davvero interessanti e di prestigio. Ci sono poi degli altari laterali ed un pulpito in legno di ragguardevole fattura, oltre ad un battistero in marmo.

Tra gli eventi di spicco c’è il Pranzo del Purgatorio, caratteristica manifestazione folkloristica che si tiene alla fine del Carnevale. Durante questa rappresentazione alcune persone girano tra le viuzze di Gradoli vestiti di marrone e con un grande cappuccio, da qui il nome: Incappucciati. In effetti sono i membri della Fratellanza del Purgatorio che annunciano la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima. Durante le loro ronde, gli incappucciati bussano alle porte e chiedono offerte, in genere di natura mangereccia.

Il raccolto, salumi, salsicce, ortaggi, formaggi ed ogni altra cosa raccolta viene messo all’asta nella piazza del paese. Il ricavato viene poi destinato a finanziare il Pranzo delle Ceneri, che si svolge il Mercoledì delle Ceneri. Un tempo a questo pranzo le donne non potevano accedere, è stato possibile solo a partire dagli anni ’50. Il pranzo del Purgatorio normalmente consiste, come da tradizione, nel cibarsi di pesce del Lago e dei fagioli locali che si chiamano, guarda caso, fagioli del purgatorio.

Dopo il Purgatorio ecco “le tentavecchie”, una manifestazione tradizionale che si svolge nelle notti del 3,4 e 5 gennaio. In queste sere, bambini e ragazzi, ma anche adulti, sfilano per il paese facendo un frastuono assordante con pentole, coperchi, trombette, campanacci ed ogni cosa faccia rumore. Tutto questo per avvisare e svegliare la Befana che il 6 gennaio è alle porte e, nel caso se ne fosse dimenticata, di portare i regali ai bambini.

Insomma, una vacanza o una gita a Gradoli non deluderà certamente. Storia, tradizione, buon cibo e ottimo vino sono un bel biglietto da visita per questa cittadina dagli antichi e nobili natali.