Visitare Faleria: a pochi chilometri da Roma, in uno scenario naturale maestoso, col massiccio del Soratte da un lato, e i monti Cimini e Sabatini a completare il panorama dal lato opposto, sorge l’antico borgo di Faleria. L’antica Stabbia (dallo stabulum, stazione per cambio dei cavalli) ha ovviamente origini dall’epoca romana, ma diversi manufatti ritrovati hanno permesso di trovare tracce dell’antica popolazione dei Falisci, da cui solo recentemente (1873) la città ha preso il suo nome attuale.

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Ma è nell’epoca medievale, nella lotta tra la famiglia Farnese e gli Anguillara, che a Faleria viene costruito il borgo antico, un viaggio nel passato come pochi luoghi permettono di compiere. Nel 1660 l’allora Stabbia venne infine venduta alla famiglia Borghese per 110000 scudi, e furono nel corso dei secoli successivi abbattute le cinte murarie, di cui poche tracce rimangono ancora oggi.

Se ci si allontana dalla parte moderna, superata l’antica porta d’accesso, ci si trova davanti il Castello degli Anguillara, nato appunto come luogo di difesa alla fine del 1200, e successivamente trasformato in un vero e proprio palazzo da Flaminio Anguillara. Basta osservare il simbolo della casata, le bisce incrociate, gli scaloni opulenti, le colonne di granito, per avere la sensazione di come questa famiglia fosse potente e amasse vivere nello sfarzo.

Visitare Faleria anche per i suoi reperti medioevali

Ma è oltre il castello che il viaggio nel tempo assume un altro significato, nell’antico borgo dove sembra di essere in una città fantasma e le costruzioni medievali si sovrappongono a quelle nella roccia: ma è il silenzio a far da padrone, e diverse volte la zona ha avuto l’accesso vietato per pericolo di crolli. E’ un peccato che il progressivo degrado rischia di spegnere per sempre una vetrina sul passato come Faleria antica, che potrebbe valorizzare Faleria rispetto ai più conosciuti centri della Tuscia.

Ritornando alla città moderna, non si può non visitare la Chiesa di San Giuliano, originariamente costruita nel XII secolo, e successivamente modificata nei secoli successivi. Osservate il pavimento cosmatesco (a disegni geometrici), mentre il campanile a stile romanico costruito nel 1504 si presenta sinuoso ed elegante. Appena fuori dall’abitato si può trovare invece Castel Paterno, dove morì Ottone III nel 1002: pochi resti purtroppo rimangono di questo un tempo maestoso maniero, tra i più maggiori centri difensivi dell’intero Lazio nel medioevo.

Un’altra data importante nella storia della città riguarda Girolama Farnese, moglie di Giuliano Anguillara, che nel primo novembre 1504 fu accusata di aver tentato di uccidere il figlio Giuliano con i suoi amanti, e fu brutalmente uccisa dall’altro figlio Giovanbattista.

Visitare Faleria durante una delle sue belle feste

Volete essere a Faleria in un momento importante per il Borgo? Approfittate allora della Cena Romana, che si svolge a luglio e che permette un viaggio nella cucina tipica dei luoghi, o eventualmente cercate di esserci per la Festa del Patrono, ovviamente San Giuliano, che è tenuta sia intorno al weekend del 9 gennaio, che nel terzo weekend di maggio, con la processione della statua del Santo e gli immancabili fuochi d’artificio.

In qualunque momento verrete a Faleria, non mancate un sano e ruspante spuntino con le specialità tipicamente laziali di cui la zona va giustamente fiera: mezzemaniche all’amatriciana, minestra di fagioli, testina di vitella, pollo con verdure. A questo punto vi abbiamo dato molti motivi per visitare Faleria, quindi, buon viaggio a tutti.