Visitare Castel Sant’Elia: Castel Sant’Elia è un piccolo centro dall’atmosfera mistica e riflessiva che sorge a metà strada tra Roma e Viterbo, tra la via Cassia e la Flaminia, su uno sperone di tufo che domina la suggestiva valle Suppentonia.

La sensazione di sentirsi raccolti e protetti in questo luogo gli è valsa probabilmente il nome “Castello”, datogli dai suoi stessi abitanti. Il paesaggio è suggestivo per le colline digradanti, i piccoli corsi d’acqua tra le pareti rocciose, le rupi che degradano vertiginosamente verso il fiume, i santuari medievali, le chiese romaniche e le fortificazioni di epoca etrusca.

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Questo incantevole paesino che conta poco più di 2.600 anime, è intriso di storia: la sua fondazione risale infatti all’epoca di papa Gregorio Magno (590 – 604 d. C.) che la volle come avamposto difensivo dalla minaccia dei barbari e per lungo tempo è stato alle dirette dipendenze dei pontefici, fino a quando non diventò feudo di illustri famiglie romane come i Colonna, gli Orsini ed i Farnese.

Visitare Castel Sant’Elia per i suoi reperti Etruschi

Nel suo territorio sono individuabili numerosi insediamenti etruschi: tombe, grotte, resti di cinta murarie e torri di avvistamento, e nel cuore abitato della cittadina non è insolito imbattersi in tombe etrusche riconvertite in stalle o depositi.

Al periodo pontificio si deve la costruzione di numerosi luoghi di culto, tanto che il paese è conosciuto come il luogo delle quindici chiese; mentre ai Farnese va riconosciuto il merito di aver sviluppato un apparato giuridico ed amministrativo moderno, oltre che della costruzione del castello con le mura ed i torrioni.

Attraverso un sentiero che porta a fondo valle, soprannominato “la strada dei santi”, si raggiunge la basilica di Sant’Elia, una delle più conosciute e suggestive di tutta la zona, dove è possibile anche effettuare una visita guidata.

L’architettura è quella semplice e austera tipica delle basiliche paleocristiane, caratterizzata da una facciata a tre portali finemente decorati, e dagli interni divisi in tre navate romaniche che si concludono con un transetto. Da qui si accede all’abside che è totalmente affrescato ed eccezionalmente ben conservato.

Non lontano dalla basilica, dal convento dei frati francescani si scende lungo una scalinata di 150 gradini, scavati nel tufo da un eremita (Fra Rodio) con immensa fede alla fine del Settecento, al santuario della Madonna ad Rupes. Qui si trova la grotta della Madonna, meta dei pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, che venerano un’immagine miracolosa della Vergine Maria adorante il Bambino.

Visitare Castel Sant’Elia anche per la gastronomia e le sagre

Il paese si anima soprattutto nel mese di gennaio, quando sono intensi i festeggiamenti del santo patrono Antonio Abate, con processioni, la banda musicale che suona lungo le strade, spettacoli pirotecnici e la storica accensione del fuoco.

Per gli sportivi poi è possibile partecipare alla maratonina dei tre comuni, giunta ormai alla trentasettesima edizione, che partendo e arrivando a Castel Sant’Elia, si snoda in un percorso suggestivo che permette di ammirare le bellezze caratteristiche di tutta la zona.

A Castel Sant’Elia si possono trovare una manciata di ristoranti dove apprezzare la cucina casereccia romana ed i prodotti tipici della zona come l’abbacchio, la ricotta viterbese, la nocciola romana, l’olio extravergine d’oliva Tuscia DOP, il carciofo romanesco, il fagiolo giallo, la porchetta di viterbo e molti altri. Il tutto accompagnato dai vini DOC tusciani: l’Aleatico di Gradoli, il Cerveteri, il Colli Etruschi Viterbesi. Ma la zona è apprezzata anche per l’artigianato della lavorazione del legno e della ceramica, uno tra i tanti motivi per visitare castel sant’elia.