Visitare Calcata: immerso nella natura più primordiale, arroccato su di una rupe, quieto e silenzioso eppure così straordinariamente vivo e ad altissima concentrazione artistica. Ecco, questo è il ritratto di Calcata. Di origine falisca, antico feudo delle famiglie Anguillara, Sinibaldi e Massimo, Calcata profuma di storia e di poesia, uno dei luoghi più preziosi e intensi d’Italia, con un patrimonio culturale da salvaguardare.

La Storia di Calcata

Edificata su di un pittoresco spuntone di roccia tufacea, Calcata ha una storia molto particolare da raccontare ai turisti che giungono in visita. Distante 53 km da Viterbo e poco più di 50 km dalla Capitale, Calcata s’inserisce all’interno del Parco Regionale della Valle del Treja, una zona suggestiva quanto impervia, caratterizzata da una vegetazione lussureggiante, intervallata da gole profondissime, in cui scorre placido il Treja, che giunge a gettarsi poi nel Tevere.

Visitare Calcata

L’area, conosciuta sin dalla preistoria e abitata presumibilmente già intorno al II millennio a.C., divenne uno dei maggiori centri falisci della zona, come ben testimoniano i reperti archeologici ritrovati nelle immediate vicinanze, tra cui le rovine di Narce, posta su di uno sperone di roccia opposto a quello di Calcata e la Necropoli di Pizzo Piedi.

Con l’avvento dei Romani, però, il borgo restò disabitato, tant’è che lo stresso nome di Calcata, non apparve che nel 772. Per avere una certa urbanizzazione, bisognerà attendere i primi anni del Duecento, allorché Calcata diventò possedimento degli Anguillara che, per delimitarne i confini e difendere il borgo da inaspettati attacchi nemici, vi eressero un castello, protetto da cinte murarie.

Ma, data la difficoltà per raggiungerlo e l’impervietà dei territori, Calcata – a differenza degli altri paesini dei Monti Cimini – restò sempre al margine delle maggiori vicende storiche del Paese. Spopolatosi agli inizi del Novecento, Calcata iniziò a sgretolarsi pericolosamente e, solo per un caso fortuito, resistette all’abbattimento voluto dal governo.

Data l’instabilità dei territori, però, gli abitanti dovettero cercare una nuova sistemazione, individuata in un borgo poco distante, chiamato Calcata Nuova. Eppure, nonostante il massiccio spopolamento, l’antico borgo diventa il luogo d’incontro preferito da scrittori, musicisti, attori, letterati, pittori e artisti, uniti allo scopo di salvaguardare l’immenso patrimonio artistico di Calcata.

Cosa vedere a Calcata

Chi si appresta a visitare Calcata, è bene che lo faccia con pazienza, assaporando l’otium tanto caro ai Romani. All’antico borgo medievale di Calcata, vi si accede attraverso un’unica porta, circondata dalle fortificazioni di un tempo.

Passeggiando lungo una strada stretta e impervia, si arriva alla piazza, in cui fanno bella mostra di sé i troni di tufo, su cui si affaccia la suggestiva Chiesa del Santissimo Nome di Gesù – che fino a qualche anno fa, pare, custodisse il “Prepuzio di Gesù”, preziosa reliquia della cristianità – e il Castello Anguillara, affiancato dalla caratteristica torre ghibellina.

Dalla piazzetta, s’irradia un curioso dedalo di strade lastricate, talvolta sbrecciate, completamente sospese sul precipizio che circonda l’intero borgo di Calcata. Le abitazioni del centro, piccole e piuttosto modesto, si alternano alle antiche botteghe artigiane, alle cantine e ai laboratori degli artigiani.

Poco distante da Calcata, all’interno del Parco regionale Valle del Treja, si trova anche il Santuario di Monte li Santi. Di origine falisca, il santuario sorge nei pressi di dove, si ritiene, si trovasse l’antica città di Narce. Utilizzato, pare, prevalentemente a scopi sacrificali, il Santuario è stato rinvenuto solo di recente, nel 1985.

Ancora all’interno del Parco Suburbano della Valle del Treja, imperdibile è una visita alle Cascate di Montegelato: qui, dove il Treja scorre impetuoso, l’ambiente circostante si caratterizza per le rosse rocce di tufo, circondate da una fitta vegetazione.

La gastronomia di Calcata

Materie prime di qualità, vini sontuosi, cibi classici e genuini, caratterizzano la gastronomia del borgo di Calcata. Pur se a base di ingredienti semplici e modesti, i piatti tipici di Calcata, portano con sé una storia millenaria, fatta di sapori antichi e gustosi.

Da non perdere, i brasati di cinghiale, scamorze fatte a mano, pasta fresca e i vini rossi dell’Alto Lazio.