Festival Il Suono dei Giorni, la musica popolare di tradizione contadina

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Festival Il Suono dei Giorni, Festival di musica popolare di tradizione contadina

Il Festival il suono dei giorni, organizzato ogni anno dal Comune di Gallese, dedica un fine settimana alla proposizione della musica popolare di tradizione contadina.

Nato negli anni Novanta da un’intuizione vincente dell’allora amministrazione comunale, aveva ed ha ancora oggi come finalità lo studio, la conoscenza e la valorizzazione di quel patrimonio intangibile di canti, musiche e ritmi che animavano le festività della società contadina e scandivano i tempi del lavoro nei campi.

Manifesto del festival il suono dei giorni

La società industriale e il progresso hanno in parte fatto dimenticare la bellezza di queste sonorità e della società che li ha prodotti, rischiando di farci perdere quel patrimonio storico che costituisce il nostro passato e la nostra eredità.

Solo in tempi recenti l’organizzazione UNESCO ha riconosciuto l’importanza di tale patrimonio culturale orale e immateriale, costituito da racconti, musiche, ma anche tradizioni, che vivono oggi solo nel ricordo ovvero vengono tramandati oralmente di generazione in generazione.

L’Organizzazione ha affiancato questo know - out di conoscenze al patrimonio materiale, ha permesso la velocizzazione del suo recupero e ha sancito a livello internazionale la valorizzazione della sua bellezza.

Affaccio sul Gallese

Ma tutto ciò è stato preceduto dall’attento lavoro e dalla scrupolosa ricerca di professori di antropologia che hanno determinato in prima battuta la salvaguardia di tale patrimonio, come ad esempio il professore Diego Carpitella a cui il Festival è dedicato, illustre etnomusicologo italiano, che ha svolto il suo prezioso lavoro di raccolta di canti popolari negli anni ’50.

L’organizzazione del Festival il suono dei giorni, ogni anno segue la stessa alternanza di conferenze e concerti, riservando un posto d’elezione al momento più “accademico” di presentazione degli stessi canti che vengono poi suonati dai gruppi o dai singoli artisti nei concerti.

Nelle conferenze che precedono la parte musicale del Festival vengono analizzati e presentati anche alcuni aspetti della società che ha prodotto quei canti, con la finalità di far avvicinare le persone all’ascolto della musica popolare in maniera più consapevole, sottolineando che essa gode della stessa importanza degli altri generi musicali.

Ma sicuramente sono i concerti il momento apicale del Festival il suono dei giorni. Gli artisti, di rilievo anche internazionale, appassionati o studiosi attenti della loro terra e di questo patrimonio ripropongono fedelmente i canti raccolti nella loro terra, ninne nanne, tarantelle, saltarelli... con la tipica strumentazione (tamburelli, flauti, ma anche chitarra).

Altre volte la piena conoscenza di tale patrimonio musicale gli permette anche di eseguire libere reinterpretazioni degli stessi canti.

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