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Trasporto Macchina di S.Rosa a Viterbo - Settembre

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Trasporto Macchina di S.Rosa a Viterbo – Settembre: Viterbo e Santa Rosa, un binomio imprescindibile e non solo per i viterbesi. Tutto nasce dalla venerazione di Rosa da Viterbo, una giovinetta nata agli inizi del XIII secolo e che fu rifiutata dalle suore Clarisse dove avrebbe voluto entrare, per via delle sue condizioni di salute. Fu dopo una guarigione che ha del miracoloso che Rosa poté entrare nell’ordine francescano dove sposò la causa del Papa contro Federico II.

Esiliata per ordine delle autorità di Viterbo, si salvò da un incendio che la lasciò incolume. Rosa, predisse la morte dell’imperatore e, quando ciò avvenne, fece ritorno nella sua città ove morì. Tumulata senza bara, fu riesumata dopo sette anni e il suo corpo fu trovato integro e trasferito per ordine del Papa al monastero di San Damiano, divenuto in seguito un Santuario a lei dedicato.

Trasporto Macchina di S.Rosa a Viterbo

Questa in breve la sua storia che, non spiega il perché, le sue spoglie che non godettero di alcuna protezione contro il tempo, sono ancor oggi perfettamente integre e basi solamente pensare che nel 1921 fu eseguita una autopsia nella quale venne estrapolato il suo cuore ancora intatto.

Trasporto Macchina di S.Rosa a Viterbo, altri dettagli.

La storia di Rosa fu immediatamente abbinata alla città natale della quale divenne anche patrona. Il 4 settembre 1258, giorno della sua traslazione, il Papa Alessandro IV ordinò di onorarla trasportando per tutta Viterbo l’immagine della Santa posta su di un baracchino che, durante il tempo, fu ingrandito molte volte e dal quale ha preso origine quella che è definita ‘la Macchina di Santa Rosa’ e che ogni 3 settembre da allora, venera la Santa attraversando la città tra ali di folla entusiasta.

La Macchina ha assunto nel tempo, la struttura di una vera e pesantissima torre costruita con diversi materiali che si innalzano per oltre 30 metri dal peso di oltre 5 tonnellate che ogni cinque anni viene sostituita con un nuovo modello scelto attraverso un bando di gara indetto dal Comune. La struttura viene trasportata a braccia da circa un centinaio di volontari che sono entrati a far parte dei cosiddetti ‘Facchini di Santa Rosa’, una congregazione che riunisce chi riesce a superare delle prove di forza e resistenza necessarie per garantire il trasporto.

La rievocazione storica della traslazione di Santa Rosa, vede Viterbo riempirsi di decine di migliaia di persone provenienti da tutte le parti del mondo (Santa Rosa è conosciuta universalmente in tutto il globo) che vogliono assistere alla processione che attraversa il centro storico della città e che è l’evento più importante per Viterbo e i viterbesi.

La Macchina di Santa Rosa, posizionata a Porta Romana dov’è stata assemblata per diversi mesi, parte verso le nove di sera al calar del sole e al suo passaggio, le luci che illuminano le vie cittadine vengono chiuse per far risaltare luci e lumini che ornano in tutta la sua altezza, la Macchina che compie alcune soste (Piazza Fontana Grande, Piazza del Plebiscito, Piazza delle Erbe, dinnanzi alla Chiesa di S.Maria del Suffragio, a Corso Italia vicino a Sant’Egidio e a Piazza Verdi) sia per essere ammirata dalla folla che per far riprendere fiato ai facchini prima dell’ultimo segmento di percorso che li vedrà impegnati in una dura salita che affronteranno di corsa e che li condurrà sulla piazza antistante al Santuario dove la Macchina rimarrà per alcuni giorni.

Pittoresca è la scenografia dell’avvenimento ad incominciare dalla classica divisa dei facchini tutta bianca tranne una fascia rossa alla vita, alla Macchina stessa che si rinnova per essere sempre più bella, al centro storico della città riempito da tanta devozione.
Un appuntamento da non mancare per i fedeli e no, che desiderino assistere ad una delle manifestazioni religiose più antiche ancor oggi esistenti in Italia e tra le più conosciute al mondo.

Il Trasporto Macchina di S.Rosa a Viterbo oltre che ad essere un momento di venerazione e preghiera per molti credenti, è indubbiamente uno tra gli eventi etnologici più significativi nel nostro Paese che, almeno una volta nella vita, deve essere osservato in mezzo alla folla che, all’apparire della Macchina illuminata che si fa largo al buio tra le strette vie di Viterbo, alimenta una eccitazione singolare che non può non essere avvertita da tutti.

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